I principali gruppi alberghieri, tra cui Accor e Hilton, si sono impegnati a ridurre significativamente gli sprechi alimentari nell’ambito di una nuova iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite. Il programma, denominato “Ricetta per il cambiamento”, mira a dimezzare gli sprechi nel settore dell’ospitalità attraverso misurazioni standardizzate, obiettivi ambiziosi e relazioni annuali sui progressi compiuti.
Perché gli hotel contano nell’equazione dello spreco alimentare
Sebbene gli hotel servano una porzione relativamente piccola dei pasti globali (circa lo 0,5%), contribuiscono sorprendentemente in modo significativo alle emissioni e agli sprechi legati al cibo. Un recente rapporto del 2024 ha rivelato che gli hotel generano l’1% delle emissioni alimentari e uno sproporzionato 3% dello spreco alimentare complessivo. Questa discrepanza evidenzia l’inefficienza del settore e il potenziale di miglioramento sostanziale.
La questione non è solo ambientale. Molti hotel attualmente monitorano male lo spreco alimentare, con alcune stime che suggeriscono che fino al 15% del cibo acquistato finisce non consumato. Ciò rappresenta un costo nascosto significativo per le imprese, rendendo la riduzione dei rifiuti un imperativo finanziario insieme agli obiettivi di sostenibilità.
Il piano: porzioni più piccole e cibo più fresco
L’impegno “Ricetta per il cambiamento” delinea diverse strategie chiave:
- Dimensioni delle porzioni ridotte: incoraggiamo porzioni più piccole per ridurre al minimo gli sprechi di piatti.
- Stazioni di cucina dal vivo: preparazione del cibo fresco davanti agli ospiti per ridurre la cottura in batch e gli avanzi.
- Rifornimento frequente: sostituzione degli articoli del buffet più spesso con quantità minori per garantire freschezza e ridurre al minimo il deterioramento.
- Controlli di servizio più severi: Miglioramento del modo in cui il cibo viene presentato e gestito per ridurre gli sprechi inutili.
L’iniziativa comprende marchi come Constance Hotels & Resorts e Club Med, che hanno tutti firmato l’impegno durante un evento delle Nazioni Unite lunedì.
Il quadro più ampio: pressioni da parte di regolatori e consumatori
Questa mossa arriva mentre la pressione normativa sullo spreco alimentare aumenta a livello globale. I governi stanno iniziando a esaminare più da vicino i flussi di rifiuti, mentre i consumatori stanno diventando più consapevoli delle questioni relative alla sostenibilità. Il settore dell’ospitalità, fortemente dipendente dalla reputazione del marchio, deve affrontare la riduzione degli sprechi per rimanere competitivo.
“Ridurre gli sprechi alimentari non è solo un bene per il pianeta, ma anche per gli affari”, sottolinea la World Sustainable Hospitality Alliance (WSHA). L’eliminazione degli sprechi riduce i costi e migliora l’efficienza operativa.
L’impegno del settore alberghiero nel dimezzare gli sprechi alimentari rappresenta un passo fondamentale verso un modello di ospitalità più sostenibile e responsabile. Questa iniziativa dimostra che affrontare le preoccupazioni ambientali può allinearsi ai benefici economici, rendendola vantaggiosa per le imprese e per il pianeta.


















